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Questi sono i film che piacciono a me. Quelli che fuori dal cinema non sai bene cosa hai visto, che ci pensi e ripensi. Avevo letto alcune recensioni e non ne parlavano per niente bene, ma Von trier è un regista che o lo ami o lo odi. La storia è quella di Lui e Lei (così sono indicati nei titoli di coda) che cercano di superare la morte del proprio figlioletto, gettatosi dalla finestra mentre erano intenti a fare l'amore. Von trier fa un continuo ricorso a simbologie tra le più disparate e già questo dovrebbe far capire a chi guarda il film che le scene di nudo e di sesso non sono fini a se stesse (pornografia, come le ha definite qualcuno) ma sono un tramite per poter spiegare qualcosa, un'emozione, una situazione, che solo con le immagini possono essere spiegate. Si assiste allora al "cammino" di questa coppia verso Eden, un posto disperso nei boschi dove c'è una piccola casetta e dove Lui, psicologo e terapista, cerca di far superare a Lei il trauma della morte del figlio. Da qui prende il via una specie di "analisi" dei simboli legati alla terra (che è anche madre secondo alcune concezioni) e allo "scontro" tra il maschile e il femminile. In questo film, secondo me, Von Trier si è avvicinato molto al modo di fare cinema di Lynch, anche se Lynch rimane sempre e comunque il più visionario. E' un film che merita di essere visto, con la raccomandazione, però, di guardarlo "aprendo gli occhi", non fermandosi cioè alla scena in sè, ma al simbolo che essa racchiude.
Si prende un film, magari tratto da un libro di successo, se ne parla tanto prima ancora che esca nelle sale, magari si fa intervenire qualche istituzione (come la chiesa in questo caso), si agita bene il tutto e il risultato è un film che riempie le sale ancora prima che escano i trailer. Chiusa la parentesi "acida" potrei dire che Angeli e demoni è, tutto sommato, un film carino. L'idea di dire che fosse il seguito de Il codice da Vinci è stata molto azzeccata, ma anche fuorviante, dato che questo film non c'entra nulla col codice, se non per il fatto che il protagonista del film è lo stesso del codice. E' molto meno à la Indiana Jones de Il codice (meno enigmi) però le due ore e venti scorrono via molto lisce e, almeno per me, allo stesso modo il film esce dalla memoria, nel senso che fuori dalla sala se ne parla per cinque minuti, giusto il tempo di andare alla macchina, ma nel giro di una settimana credo vada nel dimenticatoio.
Come si fa a fare un riassunto o a parlare di un libro del quale, inutile nasconderlo, hanno parlato praticamente tutti? La risposta potrebbe essere "Non lo si fa", ma allora questo post non avrebbe senso
La storia è quella di Daniel, giovane ragazzino di Barcellona "iniziato" dal padre, nel giorno del suo compleanno, al Cimitero dei libri dimenticati. Qui Daniel (che racconta in prima persona la storia) dovrà scegliere un libro e fare in modo che "non venga dimenticato". Il libro viene scelto e da lì inizia la storia. Storia che non vi racconto perchè altrimenti ci vorrebbe un post eterno e rovinerei anche forse la curiosità della lettura. La cosa che salta subito agli occhi è che l'autore ci fa vedere un pezzettino qui e un pezzettino lì della storia, in modo da non avere il senso della prospettiva completamente realizzato, lasciando perciò il lettore in sospeso fino alla fine. E il risultato è davvero buono, anche se non lo considero uno tra i libri più belli che ho letto. C'è un po' di avventura, di mistero, di storia d'amore. Insomma, la giusta combinazione per poter avere un buon libro di successo (stavo per scrivere commerciale, ma mi sembrava di sminuirlo troppo).
silenzio dovuto al fatto che un bel sabato pomeriggio il mio pc ha deciso che era il momento di non riaccendersi più...almeno, da quel che ho capito, non ha sofferto...e così il giorno dopo l'ho portato da un mio amico che aggiusta computer e, due giorni dopo, la diagnosi è stata impietosa "è partita la scheda madre e il processore". Chissà dove sono andati la scheda madre e il microprocessore. Speriamo siano andati a divertirsi. Signori, in carrozza
Dopo due recensioni di libri e due di dischi credo di poter andare a dormire per ricominciare la settimana
la settimana è andata via abbastanza spedita. Il lavoro che sto facendo è molto delicato e parecchio incasinato, ma del resto è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve pur fare
continuano le prove di teatro (tra doppiaggio dei corti e preparazione delle scene teatrali vere e proprie) e la biodanza. Forse il nove e il dieci maggio avrò uno stage di biodanza. Non mi dispiacerebbe affatto, anche perchè in queste situazioni ci si immerge in un'atmosfera tale che si torna a casa sempre rigenerati. Week end cinematografico con Disastro a Hollywood (con un De Niro che cerca di dare il meglio di se, non riusciendoci sempre) e Duplicity (dove la Roberts e Owen danno vita ad un bel thriller di spionaggio). Domenica, infine, casalinga (anche perchè il tempo qui oggi era tutto tranne che bello). Domani si riparte, pensando anche al fatto che questa settimana si lavora fino a giovedì
buona settimana a chi passerà di qui
Nuova e "vecchia" musica
In questi giorni sto scoprendo un gruppo che mi ha colpito molto e ne sto riscoprendo un altro che anni fa ha fatto da colonna sonora alle mie vacanze a Riccione (credo fosse il '97)
Chambao - Endorfinas en la mente
Un regalo di mio fratello ricevuto due settimane fa quando è venuto qui in Italia. Chambao è un gruppo formato da tre musicisti più altri turnisti. Provengono dalla Spagna e più precisamente dall'Andalusia. Hanno preso le classiche sonorità del flamenco riproponendole con un tocco di elettronica e di chill out (termine che odio ma che meglio rappresenta l'idea). La cantante (Mari) ha una voce semplicemente fenomenale e dopo alcuni ascolti non riuscite più a togliervi dalla testa i motivetti delle canzoni. Da ascoltare.
Bluvertigo - metallononmetallo
Merito del successo di "X factor", merito del fatto che Morgan sia tornato a farsi vedere in tv? Non lo so sinceramente. Fattostà che qualche settimana fa ho rispolverato questo vecchio album (ancora su cassetta) e sono tornato indietro di dieci anni circa, a quell'estate a Riccione e proprio in una sera di queste ferie sono andato a sentirli non ricordo di preciso dove ma comunque a Riccione. Le sonorità non sono per niente datate, anzi, potrebbe benissimo essere un album uscito qualche mese fa. Nonostante le critiche e l'eccentricità di cui ogni tanto viene accusato Morgan, non si può non dire che Metallononmetallo non sia un bell'album. Da mettere nel lettore lasciandosi abbracciare da queste sonorità elettroniche e al tempo stesso molto ricercate (non per niente in alcune canzoni suona Mauro Pagani, ex PFM)
"Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carrol
Credo che tutti noi dovremmo leggere almeno una volta all'anno (sì, avete letto bene: una volta all'anno) questo libro. Almeno una volta all'anno per poter mantenere vivo quel bambino che è in tutti noi. Lewis Carrol nella sua scrittura è disarmante. Un filone che potremmo anche considerare assurdo, ma se ci pensiamo bene è semplicemente l'innocenza squisita dei bambini e della loro fortuna dell'essere senza quegli schemi che nel corso della vita tutti, chi più chi meno, indossiamo. L'unico avvertimento è quello - a mio modo di vedere - di non prendere la versione con la traduzione di Busi. Sarà anche un uomo di cultura, ma nel tradurre questo romanzo (quasi tutte le edizioni hanno testo in inglese con traduzione a fronte) l' ha fatto diventare troppo italiano (e leggendo l'originale in inglese viene da chiedersi cosa gli passasse per la testa mentre faceva la traduzione).
Alice nel paese delle meraviglie è SEMPLICEMENTE un capolavoro.