Qual è la tua paura più grande in assoluto?

...è da un po'di giorni che ci penso...e devo ancora trovare una risposta certa...e voi? Qual è la vostra paura più grande?
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e
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Un week end davvero pieno
Questo week end sono stato ad uno stage di biodanza sulla libertà d'essere. E' stato un week end davvero pieno e intenso dal punto di vista delle emozioni. Eravamo in 25 da tutto il nordest Italia. Sabato notte ho dormito a casa della mia ex ragazza (sua figlia faceva anche lei lo stage), anche se ho dormito poco perchè non stavo molto bene. Abbiamo parlato e pianto ancora della nostra storia e la conclusione è stata che purtroppo non ci sono altre possibilità. Cercheremo, e credo che le premesse ci siano, di trasformare quello che proviamo in una bella amicizia. Ieri sera dopo lo stage sono tornato a casa sua e abbiamo parlato ancora, ma con toni diversi. Ho "realizzato" dentro di me la situazione e ci siamo chiariti, anche se prendere la borsa con tutte le cose che avevo lasciato da lei (spazzolino e compagnia bella) è stato un po' triste.
Lo stage non si può riassumere qui perchè ci vorrebbe un post lungo una vita. Ma alcune cose mi sono arrivate e stanno ancora "lavorando" dentro di me. Ho capito per esempio che il "succo" del tutto è vivere le cose nel qui e ora, nel momento in cui avvengono, perchè il passato purtroppo è passato e non tornerà, anche se spesso ci aggrappiamo ad esso perchè abbiamo "paura" di affrontare il momento presente, o per giustificare il fatto che stiamo male. Ma così facendo ci perdiamo quello che la vita ci offre, in ogni istante, vivendo quindi non presenti a noi stessi, ma tenendo la testa da un'altra parte. Idem per il futuro, sul quale non abbiamo nessuna influenza e che quindi non può essere toccato da noi. Di conseguenza dobbiamo dedicarci al momento che si presenta, e facendo di ogni istante che ci si propone il nostro "futuro attuale". E tutto ciò è legato al fatto che spesso fuggiamo dalla responsabilità di prendere decisioni, di agire, lasciando che le cose "accadano" e quindi usandola come scusa per dire"ecco, mi è successo questo..." quando sappiamo benissimo che non abbiam fatto nulla per magari provare a far sì che non succedesse questa cosa. Poi ci son state altre cose ma rischierei di fare un trattato. Concludo dicendo che questo week end ho avuto la conferma di quanto utile sia questa "disciplina"(non so se sia il termine adatto) e quanto bene possa fare alle persone, nonostante ultimamente alcuni soggetti stiano totalmente stravolgendo questa cosa per puri scopi economici.
Un abbraccio
Domani e domenica
Biodanza®
Sistema Rolando Toro
LIBERTA’ D’ESSERE
Libertà…ma chi la dà?
Espressione…ma in quale occasione?
Ognuno riconosce il bisogno di potersi esprimere per quello che è.
Non sempre questo è facile. Molte volte il nostro vissuto è condizionato da blocchi e resistenze che abbiamo sviluppato nel corso della vita e che intralciano l’accesso alla nostra interiorità limitando l’espressione di essa.
E’ possibile però manifestare la nostra autenticità attraverso un sentire puro che sgorga nei nostri movimenti e gesti, nella nostra voce e parole, portando al mondo quella scintilla unica che “siamo”.
Possiamo donarci un felice senso di libertà allontanandoci dal superfluo per calare nella bellezza e nella forza del nostro semplice “essere”.
In questo forse si racchiude il compito della nostra intera esistenza.
Credo sarà uno stage importante...sono in fase di cambiamenti (anche se per ora solamente pensati), ma intanto è l'intenzione ad essere importante, no?
Il nostro nome
Due settimane fa, durante il settimanale di biodanza, abbiamo fatto un esercizio con l'uso della voce. Ci si metteva a coppie, uno di fronte all'altro. A turno, prima uno e poi l'altro, si doveva cantare il nome del proprio compagno al compagno stesso, unendo a questo canto degli accarezzamenti al viso, alle spalle, alla testa. E' uno degli esercizi che più mi piacciono in assoluto, anche se in biodanza di solito la prima cosa che si impara è il "non uso" della parola. E il significato è un significato di identità, di riconoscimento. Quante volte nel corso della giornata veniamo chiamati per intero con il nostro nome? A me capita poche volte. E ascoltarlo, sentirlo cantato da qualcuno è una cosa che non ha prezzo. Significa "Ti riconosco, tu sei...". E' un esercizio che secondo me si può fare anche fuori dalla biodanza. Provate una volta, magari con il vostro partner, a cantare piano piano il suo nome, mentre magari lui/lei è con gli occhi chiusi e sente solo la vostra voce e le vostre carezze.
Ritrovarsi

Emozionante. Ritrovarsi dopo tre mesi, dopo averli salutati tutti quella sera di giugno con un po' di nostalgia ed emozione. Pensando "mamma mia, come faccio fino ad ottobre?". Poi il giorno dello stage del 22 luglio...e la serata a metà settembre di biodanza acquatica...con gente che non avevo mai visto,ma che, alla fine della serata, sentivo di conoscere da sempre. E ieri sera...ritrovarsi con il nostro gruppo, i visi e le voci emozionate per la gioia di ritrovarsi a danzare assieme, a condividere affetto, emozioni, abbracci. Accogliere chi è tornato dopo un anno di assenza e salutare chi, per vari motivi, non sarà più così presente come lo è stato l'anno scorso. Tornare a danzare la vita e sentire quel senso di leggerezza e felicità che quasi ti prende per mano e ti fa affrontare la vita.
, ci si mette in cerchio, mano nella mano, e piano piano, portati dalla conduttrice, si entra in acqua gradualmente. Si fanno degli esercizi che magari si fanno durante la biodanza normale e inizia la serata. La prima parte attiva e poi la seconda di regressione. Qui la regressione è molto più intensa perchè il caldo dell'acqua ti fa entrare in una specie di torpore "consapevole"e in più il peso del tuo corpo è ridotto di molto grazie all'acqua, di conseguenza i movimenti e le iterazioni con gli altri sono molto più fluidi. Questo senso di leggerezza, fluidità, misto a benessere e gioia io personalmente li ho portati con me anche dopo quell'esperienza...e non vedo l'ora che arrivi il 26 maggio per ripere di nuovo una serata di questo tipo.
Quale strada?
E' una cosa che mi chiedo da qualche mese...ora ho ripreso la strada del tirocinio professionale per diventare commercialista (mi mancano ormai quattro mesi per poi dare l'esame) però ogni tanto mi vien da chiedermi"ma è questa la strada giusta?"...ho intrapreso, e l'anno prossimo farò il quarto e ultimo anno, la via dello shiatsu e anche quella è una cosa che mi attira (molto meno stress, pensieri e soprattutto molto meno corse all'ultimo minuto) anche perchè poi in un certo modo abbraccia una filosofia che mi ha sempre interessato...poi a settembre ho iniziato biodanza...e mi si è aperto un mondo...un giorno, una mia amica che sta facendo la scuola per "conduttrice di biodanza"(ossia chi gestisce la serata) mi fa: ma sai che ti vedrei bene a fare il conduttore? E in effetti ci sto pensando su. La scuola è molto seria e permette di capire più a fondo le dinamiche che si sviluppano in una sessione di biodanza. Inoltre il centro che qui nel Veneto tiene i corsi ha degli insegnanti davvero in gamba, soprattutto Sandra, con la quale ho avuto modo di fare uno stage quest'inverno, una persona solarissima e piena di dolcezza.. Ed è un qualcosa di meraviglioso...so che sono ripetitivo, ma è una cosa che sento farmi benissimo...ora vedremo cosa deciderò di fare (il secondo ciclo di corsi dovrebbe iniziare nel 2008 se raggiungono i 25 partecipanti o al più nel 2009, e per me sarebbe l'ideale perchè così avrei anche qualche soldino in più da spendere).
Vi abbraccio con affetto.
Shy